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«Lettera di addio per la Costa Concordia»

La Costa Concordia e’sempre stata la mia preferita.

Quando e’stata varata, nel 2005, era la prima grande nave battente bandiera italiana e completamente costruita in Italia (Fincantieri di Sestri Ponente).

Eravamo tutti “elettrizzati” in quei periodi. Le grandi compagnie navali, dopo il fallimento della Festival, stavano cercando di risollevarsi, cercavano di rendere la crociera un viaggio alla portata di tutti, non solo elitario, come era stato fino a quel monento.

Tutti dovevano poter andare a “fare la crociera”!

E Costa presento’questo gigante dei mari, impressionante da quanto era mastodontico e che portava ben piu’di 4000 passeggeri, ai tempi una completa novita’. Ma se si voleva massificare, bisognava ingrandire a dismisura le navi. E cosi’fu.

Sono molto legata alla “cara” Concordia, perche’fu la prima nave di cui Costa mi invio’l’invito per il varo. Un bel cartoncino colorato con le parole di rito: “La Signoria e’invitata presso…”. Non potei andarci per problemi logistici, ma serbai sempre nel cuore la nave e la seguii nelle sue lunghe vicissitudini e sfortune di questi 5 anni di navigazione.

Per questo, vederla in agonia, come una grossa balena spiaggiata che sta per morire, mi riempie il cuore e gli occhi di lacrime. Per questo, ogni volta che vedo le sue immagini, mi viene da piangere. Le ero affezionata, cosi’come lo si e’di una cuginetta che diventa grande e si fa strada nella vita, diventando importante e combinando anche qualche pasticcio.

Non meritava questa fine, la mia “piccola-grande” Concordia. Non meritava di essere squarciata nell’anima e violentata in punto di morte da tutti gli atti e le parole cattive che sono state fatte e dette.

Non meritava l’onta di portare a morire con lei persone innocenti, solo per uno stupido errore di valutazione di chi era chiamato a “guidarla”.

Meritava di finire i suoi giorni, tra 20 anni come tutte le grandi navi da crociera transatantiche, a servire un paese che ne avesse bisogno perche’non poteva permettersi di piu’.

Allora si’ che la sua fine avrebbe avuto un senso.

Ciao mia dolce e cara Concordia. Che il mare ti sia lieve.

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4 thoughts on “«Lettera di addio per la Costa Concordia»

  1. Sai, ho digitato “Addio Concordia” in un momento un po’ triste per me. Ricordo che nel 2006, andando a Savona l’ avevo vista per la prima volta. Era così bella, ammiccante……sensuale. Mi è rimasta nel cuore. Alla parola “nave” mi veniva in mente solo Lei, sognavo una bella crociera, naturalmente insieme a Lei. Pensando al porto di Savona, non posso non ricordare. Patognomonico di un disturbo dell’ anima? Può essere. Sembra assurdo ma la mia anima, magari disturbata, era in sintonia con i suoi balconi, i suoi oblò, il suo essere speciale. Ora, vederla mortalmente ferita, beh, mi fa stare male. Prescindo, naturalmente, dalla tragedia umana, piango anche per tutti quelli che non hanno fatto ritorno piango con coloro che li amavano. Ma ora mi sento di parlare solo di Lei. Addio Sogno.
    Francesco

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